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Westerado: Double Barreld è un gioco che, nonostante la grafica ad 8-bit, farà felici innumerevoli amanti del genere western.

Westerado: Double Barreled è un gioco che guardando la data di uscita, risulta un po’ vecchiotto perché uscito nel 2015, ma che riferendoci alla storia è un classico sempreverde che accende sempre la voglia di giocarci. Quest’ultimo riferimento è rivolto, però, principalmente agli amanti dei film western e per chi ogni volta che trasmettono una classica pellicola della cinematografia western, anche in un canale regionale, non può fare a meno di entrare in stato catatonico e godersi il film magari visto già decine di volte. Inoltre Westerado è anche per tutti coloro che hanno apprezzato Red Dead Redemption e non vedono l’ora che esca il secondo capitolo accettando il compromesso di una grafica “pixellosa” in 8-bit.

Insomma, come avrete sicuramente capito, oggi vi portiamo la recensione di Westerado: Double Barreled un indie game sviluppato dagli olandesi di Ostrich Banditos. Questo è esattamente il primo gioco di questa piccolissima software house (senza contare il loro flash game nella libreria di Adult Swim), sarà riuscito ad impressionarci?

Westerado: Double Barreled

Storia

Ci alziamo dal letto, scendiamo le scale e la mamma ci comunica che dobbiamo aiutare nostro fratello per alcuni lavoretti nel ranch. Uno di questi consiste nello spostare da un recinto all’altro alcuni bufali del nostro allevamento. Per un fortuito caso, un bufalo scappa e dovremo recuperarlo. Al nostro ritorno, scopriamo la macabra realtà: tutta la nostra famiglia è a terra in una pozza di sangue. Nostra madre è morta, mentre nostro fratello, morente, ci racconta di un misterioso bandito saltato fuori dal nulla che insieme alla sua gang li ha derubati, ha bruciato tutto il ranch e poi li ha sparati con l’intento di ucciderli. Un piccolo dettaglio, però, lo colpisce: la spada scintillante tale da annebbiargli la vista e il cappello, simile a quello del fratello minore, cioè noi. In giro ci chiamano, inspiegabilmente, eroe, e tocca a noi capire il perché andando alla ricerca dell’assassino. Si parte subito dallo zio e poi dallo sceriffo, chissà chi ne sa di più.

Gameplay

La grafica, come già accennato, è a 8-bit e già questo potrebbe scoraggiare molti di voi che considerano la grafica la prima priorità di un gioco. Per tutti gli altri, potete continuare a leggere e scoprire che il gioco, in soli 100 MB nasconde un divertimento e una storia fuori dal normale. Partiamo innanzitutto dal momento dell’indagine la quale avverrà in giro per Clintsville e sarà molto semplificata perché, avendo una grafica poco dettagliata, riusciremo a riconoscere i cattivi attraverso il loro colore e agli indumenti da loro indossati. Di fatto dovremo accettare il classico cliché che i cowboy non cambiano mai i loro indumenti, ma solo il cappello, unico e insostituibile segno distintivo. Dovremo chiacchierare con chiunque, donne e uomini, perché tutti a Clintsville conosce qualche piccolo dettaglio sui malviventi. C’è chi conosce il colore della bandana, chi il colore delle scarpe e chi il colore dei pantaloni, ma per venire a conoscenza di certe informazioni delicate, sono due i procedimenti da compiere: o pagare o minacciare l’interlocutore con la pistola donataci da nostro fratello prima di esalare l’ultimo respiro.

Questo quindi denota la presenza di parecchie quest, ma ognuna di esse può essere risolta in maniera totalmente differente con risvolti a volte inaspettati poiché, appunto, potremo decidere se usare la nostra fedele sei colpi o usare un normale dialogo. La libertà d’azione è praticamente totale tanto che potremo decidere anche di avviare una carneficina nei confronti di ignari indiani o di un intero saloon. Dovremo solo stare attenti poiché tutti, ma proprio tutti, posseggono un’arma. Tutto questo ha dei lati assolutamente positivi quali appunto la libertà d’azione, ma ha un grande e grosso handicap: potrebbe essere possibile individuare il nostro acerrimo nemico nei primissimi minuti di gioco in maniera del tutto casuale. Basterà infatti parlare ed eventualmente minacciare le giuste persone e il gioco è fatto.

Durante le nostre indagini non mancheranno delle missioni secondarie per poter racimolare qualche soldino. Queste missioni possono essere sia di aiuto sia di assassinio, una sorta di buono e cattivo nella stessa persona. Tutto ciò però denota una ricchezza di contenuti davvero interessante. In Westerado ogni personaggio ha dei piccoli aneddoti, più o meno utili, da raccontarci, dei compiti da affidarci, delle informazioni su zone ancora non esplorate o semplicemente degli insulti che finiranno inevitabilmente con la morte di qualcuno. Si può anche lavorare in qualche posto della contea, come ad esempio in banca, nelle agenzie dei trasporti, in stazione, nel piccolo esercito locale o addirittura nel mercante di cappelli con relativa personalizzazione del nostro cappello.

Anche il lavoro più pacifico, però, terminerà inesorabilmente con una pistolettata e qui rientra il sistema di shooting, reso volutamente complicato per aumentare la difficoltà e la reattività del giocatore. Vi sono due tasti differenti, uno per uscire l’arma ed eventualmente minacciare e l’altro per caricare il grilletto e poi sparare. Sarà necessaria la  tempestività per non morire in una sparatoria, ma con un po’ di pratica sarà molto semplice ridurre il livello di sfida ai minimi livelli. Tutto il gioco non si limita, però, solo alle pistolettate e alla ricerca poiché si potrà anche giocare a poker e divertirsi a leggere i discorsi tra i vari individui poco raccomandabili. È vero, anche in questo caso si può arrivare alle pistolettate.

Comparto tecnico

La grafica è molto semplice, ma gradevole con paesaggi ricchi di elementi in movimento e colori. Non mancano alcune imperfezioni dovute alla mancanza di una vera profondità di gioco, ma nel complesso non minano la godibilità del gioco. La vera sorpresa sta nella colonna sonora realizzata da un piccolo gruppo musicale di cui è possibile leggere i nomi nei titoli iniziali. Per loro vanno i miei personalissimi complimenti perché attraverso le loro musiche sono riusciti a rendere il titolo ancora più godibile e interessante anche dal punto di vista sonoro. Le canzoni in stile country e folk sono la ciliegina sulla torta di questo titolo visivamente semplice, ma che regala delle emozioni non da poco. Infine una nota di merito va posta per la longevità, di per sé non molta soprattutto per chi conosce bene l’inglese e si focalizza sulla missione, ma Westerado ha un’arma infallibile: la rigiocabilità. Sbloccare il finale principale può essere molto breve, ma non lo è sbloccare tutti i finali alternativi, tutti i personaggi secondari e tutti i fantastici achievement.

Westerado: Double Barreled è una piccola sorpresa ad 8-bit. Questa caratteristica visiva potrebbe infastidire molti di voi, ma i contenuti e la storia vi faranno sicuramente ricredere. Tante piccole chicche arricchiscono questo gioco dalla non lunga longevità, ma dalla forte rigiocabilità. Libertà d’azione e musica sono gli elementi principali e peculiari di questo titolo.