Tempo di lettura: 5 minuti

Non pensavo che la Russia Sovietica avesse così tanti bug.

C’era un tempo in cui i titoli di simulazione e strategia rappresentavano davvero i principali competitor nel mercato videoludico. Tutti avrete almeno una volta giocato a giochi come Stronghold, Imperium, Empire Earth, SimCity e simili e quindi ricorderete certamente cosa significava raccogliere risorse, costruire edifici, produrre cittadini e lavoratori e altro utile proprio alla crescita del vostro villaggio, città o impero. Col tempo questo genere è stato a poco a poco soppiantato da altri più movimentati e alla portata della massa, ma ciò non toglie che vi sono ancora coraggiosi sviluppatori che provano ad inserirsi nel mercato proponendo dei titoli freschi e innovativi. In questo caso parliamo di Workers & Resources: Soviet Republic realizzato dalla celebre 3Division Entertainment. Vediamo insieme come è in questa recensione.

Gameplay

In Workers & Resources: Soviet Republic dovremo cimentarci nella costruzione della nostra città partendo da un semplice terreno fino ad arrivare ad una potenza comunista straordinaria. Il gioco è infatti ambientato nella Russia Sovietica nel periodo storico che va dal 1960 al 1980. L’obiettivo è quindi quello di far crescere la propria città a livello economico e culturale, costruendo aziende, industrie, miniere, infrastrutture, scuole e tanto altro fino ad arrivare a possedere una metropoli da collegare alle altre città.

Il preambolo è uguale a tutti i giochi strategici che hanno le stesse meccaniche di costruzione di una città. Abbiamo quindi una visuale isometrica dall’alto totalmente controllabile con il mouse con cui potremo zoomare o ruotare la telecamera, una serie di costruzioni suddivise in un comodo menù diviso in Infrastrutture e Costruzioni e una mappa di gioco con tante indicazioni utili per costruire determinati edifici in determinati punti (ad esempio la miniera di carbone deve essere costruita dove, appunto, vi è un giacimento di carbone). Andiamo però con ordine.

All’interno del menù Infrastrutture si trova un elenco di tutto ciò che serve per costruire strade, ferrovie, autostrade, connessioni fra fabbriche, passaggi pedonali e quant’altro, mentre per quanto riguarda Costruzioni troveremo, ovviamente, tutto un elenco ben fornito di edifici tra palazzi per i residenti, fabbriche, miniere, impianti di stoccaggio, magazzini e molto altro ancora. All’avvio della nuova partita, si potrà selezionare una serie di opzioni per poter impostare al meglio l’inizio della strada verso il successo:

  • Soldi: questa opzione permette di scegliere la difficoltà con cui si potranno guadagnare i soldi che serviranno per portare avanti l’economia della città, oltre che per costruire e mantenere i residenti
  • Reazione dei cittadini: si tratta di un’opzione che permette di decidere il peso dello scontento dei cittadini dalla più lieve dove si riceveranno solo lamentele, alla più grave in cui si possono riscontrare rivolte.
  • Gestione corrente elettrica: si può decidere se le fabbriche utilizzano la corrente elettrica, il che richiede denaro, se le fabbriche richiedono corrente elettrica e i veicoli utilizzano combustibile o semplicemente scegliere che entrambe le categorie non richiedano nulla per funzionare.
  • Incendi strutture: possibilità di scegliere casi di incendi all’interno delle fabbriche.
  • Eventi globali: selezionandola si va incontro a epidemie e cambi di prezzi drastici.
  • Inquinamento: le fabbriche e i veicoli inquinano o meno.
  • Anno di inizio: da quale dei tre anni disponibili iniziare la propria partita.
  • Disponibilità veicoli: decidere se seguire la storia con la disponibilità dei veicoli dagli anni ’80 in poi o se averli in tutte e tre le scelte.
  • Simulazione sistema educativo: imposta la difficoltà dell’insegnamento ai giovani che frequentano le scuole.

Il gameplay è quasi immediato seppur non semplice. Selezionate un edificio da costruire, lo posizionate nel punto in cui volete e potete metterlo e lo collegate con le varie infrastrutture alla strada e agli altri edifici collegabili a quello scelto in partenza (ad esempio la miniera di carbone va collegata all’industria di lavorazione del carbone e questa ad una eventuale centrale elettrica a carbone. Quest’ultima poi va collegata a dei trasformatori che permettono di distribuire l’energia a tutti gli edifici della città). Il fatto che non sia facile non è semplicemente ricollegabile alla difficoltà di gioco, quanto ai limiti tecnici del gioco stesso che inficiano pesantemente sul gameplay. Ad esempio posizionare una miniera di qualsiasi elemento risulta a dir poco frustrante: bisogna andare nel menù di selezione del suddetto edificio, ma questo va posizionato in un punto in cui c’è un giacimento dell’elemento scelto e non si può sapere prima perché si scopre solo nel momento in cui si seleziona l’edificio. Questa è la parte più frustrante in assoluto perché per capire dove è il giacimento di un determinato metallo non vedremo tutta la mappa con colori differenti in modo tale da capire che dove è verde c’è un giacimento e dove è rosso no, piuttosto bisognerà andare a zonzo per la mappa con l’edificio nel puntatore fino a quando i pallini sotto l’edifico non diventeranno verdi. La parte ancora più fastidiosa è che non potremo né fare uno zoom in né uno zoom out perché la rotellina del mouse, nel momento in cui selezioniamo un edifico, si trasforma in comando di rotazione dell’edificio, quindi dovremo gironzolare per la mappa impostando preventivamente il giusto livello di zoom per riuscire ad osservare meglio il cambio di colore dei pallini. Insomma, follia e confusione pura.

Quanto spiegato prima che, fidatevi, è più facile a dirsi che a farsi, vale anche per il posizionamento degli edifici e delle infrastrutture. Capiterà spesso che costruiremo un edificio importante in un punto pianeggiante o che ci dirà di livellare per permettere la costruzione. A quel punto costruiremo un edificio da collegare al primo e dopo averlo costruito avremo bisogno di collegarli, ma magia, non sarà possibile. Perché? Perché tra i due non c’è lo stesso livello di altezza o lo spazio è troppo poco, quindi l’unica soluzione sarà di demolire gli edifici e rifare tutto daccapo. Bisogna anche ricordare che ogni edificio ha un’uscita e un ingresso e che ad esempio i nastri trasportatori non possono fare curve, quindi bisogna rispettare al millimetro ogni posizione di ogni singolo edificio. Inoltre, un altro aspetto inspiegabile e assurdo è il fatto che se si seleziona la funzionalità con elettricità e combustibile, avremo come unica fonte di energia la centrale a carbone, ma questa per funzionare ha bisogno di carbone e quindi di una miniera, ma quest’ultima per funzionare ha bisogno di elettricità che noi non avremo. Morale della favola? Dovremo acquistare carbone, ma nessuno ce lo dice e per capirlo impiegheremo parecchi minuti soprattutto per trovare l’opzione di acquisto e vendita nel menù. Mettiamoci pure che gli edifici hanno i collegamenti pedonali automatici e che spesso questi si espandono autonomamente a causa di glitch e bug  si capisce bene che la giocabilità è a dir poco pessima e da rivedere.

Comparto tecnico

Dal punto di vista grafico Workers & Resources: Soviet Republic è assolutamente mediocre. Non eccelle in nulla anche a livelli ultra. Gli edifici sono belli, ma poco definiti, il cittadini sono appena abbozzati e anche il movimento di alcune infrastrutture come ad esempio il carbone che si muove attraverso i nastri trasportatori non è sempre preciso. Da apprezzare la vegetazione e la cura dell’ambiente che ci circonda, ma nulla di memorabile. Questo da un lato permette una giocabilità perfetta su ogni PC, ma dall’altro non ci darà a volte la possibilità di comprendere bene se un terreno è pianeggiante o meno poiché le texture non sono di alta qualità. Se ci mettiamo pure i bug e i glitch esposti poco sopra, capiamo perfettamente che poteva essere svolto un lavoro decisamente migliore. Ottima invece la totale traduzione in italiano.

Il comparto sonoro è buono, ma molto invasivo. Avremo canzoni russe che ci riportano ai periodi storici che vivremo man mano che giocheremo, ma il suono è stato settato a livelli molto alti che ad un primo impatto risultano a dir poco fastidiosi. Inoltre le canzoni non sono varie, ma si ripetono in un loop continuo e alla lunga possono divenire noiose e monotone.

Workers & Resources: Soviet Republic è un titolo che sulla carta sarebbe potuto essere un piccolo gioiellino, ma che purtroppo inciampa e cade in errori tecnici quasi banali. La gestione dei comandi farraginosa, la frustrante costruzione degli edifici e la progressione lenta senza aiuti di sorta (manca il tutorial) lo rendono un gioco apprezzabile ad una ristretta nicchia di giocatori. Bisogna sottostare a non pochi compromessi per inserirsi nel giusto mood e riuscire a divertirsi.

Workers & Resources: Soviet Republic

6.3

Gameplay

6.0/10

Grafica

7.0/10

Colonna Sonora ed Audio

6.0/10

Pros

  • Tante cose da fare differenziate per periodo storico
  • Tanti edifici e numerose infrastrutture
  • Mappe di grandi dimensioni e belle da vedere...

Cons

  • ...ma sono solo due
  • Tecnicamente ci sono troppi problemi
  • Non è immediato e i comandi sono farraginosi
  • Colonna sonora invasiva e ripetitiva